Come parole/ Como palabras

Io preferisco che le mie parole siano figlie del sole, naviganti di mari infuriati, senza destino e con tutti i colori.

Che vedano la bellezza che le circonda.

Disperate di emozioni, sempre alla ricerca di nuove canzoni, che non si placchino davanti a niente, sempre disposte a dire ciò che sentono.

Disperse un po’ qua e anche un po’ più in là, dove una nave affonda senza trattenerli.

Disposte a farsi trasportare dal vento in una notte d’estate in qualche direzione, senza porto dove attaccare.

Libere come l’onda che le trascina e il canto dei delfini che le accompagna; infine che vedano le stelle brillare e si rallegrino perché scintillano e non sanno perché.

Che nel viaggio cambino forma e si spargano, crescano, maturino, piene di vita e soddisfatte; sapendo che potrebbero non tornare da me, fiere d’aver vissuto e conosciuto.

Che il tramonto le avvolga e l’alba le svegli senza tetto e dimora, che siano capaci di trasformare in una casa una conchiglia deserta trovata sulla spiaggia.

Materiale a sufficienza c’è l’hanno, è solo questione di aggrapparsi a ciò che già sanno.

Non hanno bisogno d’ali sanno già volare, le ho insegnato a cantare, sorridere prima di partire.

Ora tocca a loro farsi valere come l’oro.

Come parole si intrecceranno.

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Immagine da Pinterest

Yo prefiero que mis palabras sean hijas del sol, navegantes de mares enfuriados, sin destinos y con todos los colores.

Que sepan ver la belleza que las rodea.

Desesperadas de emociones, siempre a la bùsqueda de nuevas canciones; que no se paralicen adelante de nada, siempre dispuestas a decir lo que sienten.

Perdidas un poco acà y tambièn un poco màs allà, donde una nave se hunde sin poderlas retener.

Dispuestas a hacerse transportar del viento en una noche de verano en alguna direcciòn, sin un lugar donde atacar.

Libres como las hondas que las llevan y el canto de los delfines que las acompaña; y al fin que vean la estrellas esplender y se alegren porque brillan y no saben por què.

Que en el viaje cambien forma y se multipliquen, crezcan, maduren, llenas de vida y sodisfacciòn, sabiendo que podrìan no volver a mì, orgullosas de haber vivido y conocido.

Que el atardecer las abrace y el alba las despierte sin techo y demora, que sean capacen de transformar en casa una concha encontrada en la playa.

Material suficiente lo tienen, es solo cuestiòn de aferrarse a lo que ya son.

No necesitan de alas, puès saben ya volar; les enseñè a cantar y a sonreìr antes de partir.

Ahora toca a ellas hacerse valer como el oro, como palabras se enredaràn.

Vanina Rodrigo

 

 

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